Disposizioni in materia di professioni non regolamentate

È la prima volta che tutte le “arti e professioni” che sono nate negli ultimi anni hanno trovato una norma che li riconosce. La legge, definita «Disposizioni in materia di professioni non regolamentate», sancisce, in 11 articoli, regole non obbligatorie, per l’esercizio dell’attività nel mercato. Stiamo parlando di attività che esistono, alcune da molti anni, altre più recenti, e che “sul campo” hanno trovato una loro clientela, come gli osteopati, i grafologi, i sociologi, i kinesiterapisti, i councelor, gli amministratori di condominio e molti altri. Un elenco esaustivo non esiste, e anche sul numero ci sono cifre diverse. Per alcuni questi professionisti sono poco più di un milione e mezzo, per altri arrivano a tre milioni.

Il Sole 24 Ore – leggi su http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-12-19/arriva-legge-professionisti-senzalbo-230104.shtml?uuid=Ab3nIkDH

Una massa di lavoratori autonomi, quindi, che finora ha operato senza un “sentiero comune”. È da tempo che chi svolge queste attività professionali cerca un “riconoscimento”: e anche qui i numeri non sempre coincidono, per alcuni sono vent’anni, per altri addirittura trenta. A creare le condizioni per giungere ad avere una legge ad hoc è stata l’Unione Europea, che da tempo sta lavorando per facilitare la libera circolazione del lavoro.

La legge approvata ieri non impone nulla, a partire dall’iscrizione a un’associazione (obbligo che, invece, esiste negli Ordini); lascia ampia libertà di scelta, indicando, però, il sentiero da seguire. Non esiste, dunque, l’obbligo di essere iscritto a un’associazione, ma chi sceglie di farlo deve attenersi ad alcune regole. Così come la stessa associazione ha l’obbligo di svolgere una serie di compiti che vanno dalla formazione, alla gestione delle controversie.

Finora ogni professione non regolamentata si è mossa da sola per cercare di porre le basi per un’offerta di qualità. Una strategia scelta da alcune di loro è stata quella di rivolgersi all’Uni (l’Ente nazionale di normazione) per avere una norma tecnica. E la legge approvata ieri promuove proprio l’autoregolamentazione volontaria (articolo 6) attraverso l’Uni.

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