Archive for the ‘Formazione continua’ Category

  • STO ATTRAVERSANDO IL PAESE DEL VENTO

    Date: 2018.02.23 | Category: counseling, Formazione continua | Response: 0

    Il vento fa stormire i rami e garrire le bandiere della preghiera.

    Il vento riordina e scava, entra in ogni punto del suo paese, fa impazzire i frutti puri.

    Chi non si accetta, dicono qui, è portato lontano dal vento, dicono qui, è uno sciroccato.

    Perché per essere puri bisogna aprirsi al vento e farsi portare. E pensare al vento come una massa di aria che sostiene e che muove, che porta e destina.

    Il vento non si comanda.

    Purificarsi è lasciarsi andare non cercare di essere puri:

    il vento, dicono qui, contamina, mischia, insemina….

    (liberamente estratto da B. Sindoti, “Stati d’animo”)

    con un grazie a Anna Cecchini

    esperta LUA in formazione autobiografica

    e delle scritture relazionali di cura

     

  • SAPER VEDERE CON OCCHI DIVERSI

    Date: 2017.02.23 | Category: Comunicazioni del front line turistico, Formazione continua, Formazione Professionale | Response: 0

    Il saper vedere con occhi diversi è un’abilità che arricchisce la persona, la rende più flessibile e capace di modificare i propri atteggiamenti, di cambiare il proprio comportamento.

    Il “vedere con occhi nuovi” è una specie di problem solving personale, ma è innanzitutto un’abilità oggigiorno indispensabile per comprendere e accettare altri “punti di vita”, vivere insomma una pacifica e fruttuosa multiculturalità, urgente necessità per una convivenza pacifica in un mondo aperto alla differenza.

  • Buon Anno

    Date: 2014.12.29 | Category: counseling, Formazione continua | Response: 0

    Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

    Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i”, piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

    Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

    Lentamente muore chi non legge, chi non viaggia, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

    Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

    Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

    Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

    Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità…

     

    PABLO NERUDA

  • scrivi

    Date: 2013.05.15 | Category: Formazione continua | Response: 2

    “Scrivi. Carta e penna fanno miracoli. Curano i dolori, consolidano i sogni, restituiscono la speranza.”
    (P. Coelho)

  • domenica delle palme – Palmsonntag

    Date: 2013.03.24 | Category: Formazione continua, pratica filosofica | Response: 0

  • SEMINARIO DI FORMAZIONE: SORDITÀ E BENI CULTURALI

    Date: 2013.03.06 | Category: Comunicazioni del front line turistico, Formazione continua, Formazione Professionale | Response: 0

    SEMINARIO DI FORMAZIONE
    SORDITÀ E BENI CULTURALI
    Riflessioni e buone pratiche
    Gradara, Teatro Comunale
    Sabato 16 marzo 2013

    Mattino 9.00 -13.00 Moderatrice Francesca Volpini
    h. 9.00 – 9.30 Accoglienza e registrazione dei partecipanti
    h. 9.30 – 9.45 Saluto del Presidente di Gradara Innova Andrea De Crescentini
    Saluto dell’Assessore alla Cultura e all’Istruzione Maria Caterina Del Baldo
    Saluto dell’Assessore alle Politiche Sociali Solindo Pantucci
    h. 9.45 – 10.00 Maria Rosaria Valazzi – Soprintendenza per i beni storici, artistici e
    demoetnoantropologici della Regione Marche
    Claudia Caldari – Direzione della Rocca di Gradara
    Riflessioni
    h. 10.00 – 10.45 Silvano Fanelli – ENS Sezione Pesaro e Urbino
    “Sordità, questa sconosciuta…Risorse, potenzialità e necessità delle persone
    sorde”
    h. 10.45 – 11.30 Consuelo Agnesi – OSA (Osservatorio sull’Accessibilità ENS)
    “OSA: accessibilità per il bene dei sordi, per il bene di tutti”
    Pausa
    h. 11.45 – 12.30 Tiziana Di Girolamo e Andrea Zimelli – coordinatrice progetto LiberArte e formatoreconsulente
    per l’accessibilità
    “LiberArte. Un progetto per l’accessibilità museale”
    h. 12.30 – 13.00 Serena Brunelli – Guida turistica abilitata per la Provincia di Ancona
    “Guida turistica per non udenti: un’opportunità ancora da cogliere”
    Pomeriggio 14.00 -17.30 : Buone pratiche
    h. 14.00-14.45 Mariapia Rizzi – Dipartimento Educativo Mason Perkins Deafness Fund
    “Mason Perkins Deafness Fund: arte senza barriere”
    h. 14.45- 15.30 Brunella Manzardo – Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte
    Contemporanea
    “Accessibilità museale ed educazione al patrimonio per le persone sorde”
    h. 15.30 – 16.15 Raffaela Tomassetti – Esperta in formazione di guide turistiche sorde
    “Formazione professionale per guide turistiche e operatori didattici sordi:
    progetto, metodo e sviluppi”
    h. 16.15- 17.00 Giulia Peracchio – Guida turistica
    “Il mestiere della guida turistica: formazione, opportunità, prospettive”
    h. 17.00 – 17.30 Dibattito e chiusura dei lavori
    È assicurato il servizio di interpretariato da e in lingua dei segni italiani.
    Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili – prenotazione obbligatoria
    (per informazioni e prenotazioni: Gradara Innova tel. 0541 964673 cell. 334 1286640 fax 0541 823364
    mail info@gradarainnova.com)
    Su richiesta verrà rilasciato un attestato di frequenza.
  • do something that matters !

    Date: 2012.05.27 | Category: Formazione continua, pratica filosofica | Response: 0

  • italian language learning at the University of Urbino, the ideal town

    Date: 2012.05.27 | Category: Formazione continua | Response: 0

    Lingua ideale

    Administration office:

    Via Saffi 42 – 61029 URBINO (PU)

    e-mail: info @linguaideale.it

  • LA CITTA’ IDEALE – L’utopia del Rinascimento a Urbino – Utopie der Renaissance in Urbino 6. April – 8. Juli 2012

    Date: 2012.05.02 | Category: Formazione continua, pratica filosofica | Response: 0

    Ich wär ein schlechter Kapitän,
    die Meridiane sind mein Handwerk nicht.
    Und trommelte auch der Regen in den Tropen
    Neuguineas die Mangoblätter wund,
    es heißt, am Ende aller Reisen weiß man doch
    wiederum die Erde rund.

    Und Abendstern und Kleiner Bär
    sind Feuer in der schwarzen Wiese über meinem Haus.

    Die wahren Abenteuer sind im Kopf,
    und sind sie nicht im Kopf, dann sind sie nirgendwo.
    Die wahren Abenteuer sind im Kopf,
    und sind sie nicht im Kopf, dann sind sie nirgendwo.

    Der Maskenhändler mit der Blutmaschine,
    der Detektiv der kühlen Worte,
    das Saltorückwärts-Kind mit Bakelitperücke,
    die Schmerzensdienerin des Hokusei,
    Sie alle sind in meinem Kopf, und sind sie nicht
    in meinem Kopf, dann sind sie nirgendwo.
    Sie alle sind in meinem Kopf, und sind sie nicht
    in meinem Kopf, dann sind sie nirgendwo.

    Im Jahr der Insekten, dem Dreimonatsjahr,
    gleitet von Ferne in der Nähe, bizarre,
    gefräßige Architektur aus Stachel
    und Zange, Schere und Lärm und stielt
    die Schatten aus den Zweigen und dringt
    in den Traum des Soldaten. Und die kleinen
    Gebärden der Hasardeure werden wie Segel eingeholt.

    Die wahren Abenteuer sind im Kopf, in meinem Kopf,
    und sind sie nicht in meinem Kopf, dann sind sie nirgendwo.

    Die wahren Abenteuer sind im Kopf, in deinem Kopf,
    und sind sie nicht in deinem Kopf, dann suche sie.
    Die wahren Abenteuer sind im Kopf, in euren Köpfen,
    und sind sie nicht in euren Köpfen, dann suchet sie.

    Die Wirklichkeit, die Wirklichkeit trägt wirklich ein
    Forellenkleid und dreht sich stumm,
    und dreht sich stumm nach anderen Wirklichkeiten um

  • In Memoriam: Vera F. Birkenbihl ist tot

    Date: 2011.12.15 | Category: Formazione continua | Response: 0

    Eine große Frau ist von uns gegangen. Keine Einfache. Aber eine Große. Sie war einer der wichtigsten Treiber der deutschen Bildungsszene, weil sie uns etwas wiederbrachte, das uns mit großem Erfolg in Erziehung und Schule ausgetrieben worden war: Das Lernen. Nicht im Sinne eines stumpfsinnigen Paukens. Sondern in einem viel tieferen, lebensbejahendem Sinne. Lernen, das war früher eher “Auswendiglernen”. Informationen mechanisch ins Gedächtnis pflocken. Ob Vokabeln, Formeln, Geschichtszahlen oder Gedichte: Hautpsache, man konnte Wissen automatisch aus dem Gedächtnis herunterleiern. Lernen tat man nicht, um etwas zu begreifen, sondern um eine Prüfung zu packen – und danach einfach alles wieder zu vergessen. Weil unnütz. Schlimmer noch: Weil unter Druck und unter Androhung gelernt (“Wenn Du weiter so faul bist, landest Du noch in der Gosse”) . Denn das war die Denke der Lehrenden in den Fünfzigern und Sechzigern: Lernen als Pflicht. Lernen als bittere Pille. Lernen als Disziplinarmaßnahme, um den stetig drohenden Schweinehund immer wieder in seinen Käfig zurückzuscheuchen. Diesem düsteren Treiben wohnte ein noch düsterer Geist inne: Der akademische Dünkel, der Lernen und Wissen als Waffe der Arroganz missbrauchte. Sieh her, ich bin Doktor, ich bin besser als Du. Ich stehe über Dir. Ich bin elitär. Darum drückte und drückt man sich als Wissenschaftler auch nicht allgemeinverständlich aus. Sondern versteckte und versteckt sich hinter einer toten Sprache wie Latein (Pflichtfach nicht nur für Mediziner) und verschwurbelten Bandwurmsätzen, die man mit viel Aufwand entwirren und dechriffieren muss. Kurz: Lernen war Pflicht und Strafe zugleich. Und wurde von den Lernenden gemieden, wo immer und wann immer es ging. In dieses starre Reglement brach eine Frau ein, die nicht die scheinbar “faulen” Lernenden beschuldigte, sondern die unbelehrbaren Lehrenden hinterfragte. Aber anders als Viele, die sich ebenfalls über den Bildungsbetrieb aufregten, lieferte Vera F. Birkenbihl handfeste Werkzeuge für ein leichteres, lustvolleres und (!) vor allem effektiveres Lernen. Praktische Methoden wie zum Beispiel die “KaWas” oder “ABC-Listen“. Lern- und Denktechniken, die vor allem eines waren: leicht zu verstehen, leicht anzuwenden – eben leicht zu erlernen. Denn Vera F. Birkenbihl beherrschte die große Kunst, Schwieriges und Komplexes zu vereinfachen. Sie war, der Vergleich sei mir erlaubt, der Steve Jobs des Lehrens. Während die große Leistung des Apple-Vorstandsvorsitzenden darin bestand, Technologie benutzerfreundlich zu gestalten, sorgte Vera F. Birkenbihl dafür, dass Lernen gehirn-gerecht und damit ebenfalls benutzerfreundlich wurde. Und wie Steve Jobs war sie nicht nur eine innovative Querdenkerin – sondern auch spitzzüngig bis hin zum Verletzenden. Sie warnte mich schon in unserem ersten Gespräch, dass sie nicht einfach sei. Dass sie laut werden konnte. Und dass viele mit ihr nicht zurecht kämen. Ein Verlagsleiter, dem ich von der frischen Zusammenarbeit erzählte, verdrehte nur die Augen und wünschte mir mit bedauernden Unterton “viel Spaß”. Tatsächlich war sie ein streitbarer Mensch. Aber im besten Sinne des Wortes. Manche ihrer Angriffe waren fies und ungerecht. Andere wiederum trafen genau den Punkt. Und so kam es vor, dass wir uns stritten, auch am Telefon anschrien – aber das mochte sie. Mehr noch: Sie konnte verzeihen. Wenn mal was in die Hose gegangen war, bedeutete das nicht das Ende der Zusammenarbeit. Im Gegenteil: Sie blieb dran. War beharrlich. Gestattete, dass es weiterging. Das mag erklären, warum sie so sehr polarisierte. Immer wieder traf ich Menschen, die Vera F. Birkenbihl ablehnten. Und andere wiederum, die begeistert, dankbar und voller Liebe für sie waren. Dazwischen gab es wenig. Eigentlich nichts. Entweder fand man sie unmöglich. Oder einfach großartig. Dazu hat gewiss beigetragen, dass sie aus ihrem “Asperger Syndrom” kein Geheimnis machte: “Eine Störung…, die vor allem durch Schwächen in den Bereichen der sozialen Interaktion und Kommunikation gekennzeichnet ist. Das Kontakt- und Kommunikationsverhalten von Asperger-Autisten erscheint dadurch „merkwürdig“ und ungeschickt… Da ihre Intelligenz in den meisten Fällen normal ausgeprägt ist, werden sie von ihrer Umwelt jedoch nicht als Autisten, sondern höchstens als „wunderlich“ wahrgenommen. Gelegentlich fällt das Asperger-Syndrom mit einer Hoch- oder Inselbegabung zusammen. Das Syndrom, das als angeboren und nicht heilbar angesehen wird, macht sich etwa vom vierten Lebensjahr an bemerkbar“, schreibt “Wikipedia” Wer das wusste, konnte ihr Verhalten besser einordnen. Zugleich spürte man, dass die Frau wirklich etwas zu sagen hatte. Denn ihre “Störung” (ich mag es nicht als Krankheit sehen) war etwas, das ich gerne als “große Wunde” bezeichne. Eine schwere Herausforderung, die uns das Leben stellt. Schicksalsschläge, an denen man zerbrechen oder wachsen kann. Je nachdem, was man wählt. Vera F. Birkenbihls entschied sich, aus ihrer Benachteiligung etwas Bewegendes zu schaffen. Gerade, weil sie aufgrund ihrer Herausforderung eine “langsame Lernerin” war (ihre eigenen Worte), machte sie sich auf, erst das Lernen zu lernen. Und dann das Lehren zu lehren. Das Ergebnis dieser langen Reise ist ihr Lebenswerk: Ein Opus Magnum aus Hunderten von Büchern, CDs und DVDs, die sich vom Sprachenlernen über Managementmethoden bis hin zu brillianten Vorträgen über Islamismus, Quantentheorie oder das ewig störrische Verhältnis zwischen Mann und Frau erstrecken. Eloquent. Humorvoll. Geistreich. Vor allem aber natürlich: Gehirn-gerecht. Ja, wir haben eine große Frau verloren. Aber ihr Werk lebt weiter. Ruhen Sie in Frieden, Vera F. Birkenbihl.

    Martin Weiss am 4. Dezember 2011

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