RAFFAELLO

by sabine | luglio 17th, 2017


Nella Casa Raffaello sono esposti alcuni bozzetti per un monumento a Raffaello.
Monumento che verrà realizzato, ma non su uno dei bozzetti esposti. Si sa per certo, infatti, che i bozzetti del concorso, tra i quali sarà scelto quello di Luigi Belli, sono stati tutti restituiti. Il monumento realizzato, posto allora in piazza Duca Federico e spostato nel secondo dopoguerra al Monte nel piazzale dopo la salita di via Raffaello, fu inaugurato nel 1897 al termine di un percorso tormentato, rallentato da lungaggini burocratiche e dalla mancanza di fondi, nonostante le sottoscrizioni aperte a tale scopo. Il concorso, bandito nel 1882, scadeva l’anno dopo. I bozzetti relativi, resi pubblici il 28 marzo 1883 nella ricorrenza del IV anniversario della nascita del Pittore, furono valutati dalla commissione giudicatrice alla fine dell’estate. Luigi Belli, Urbano Lucchesi, György Kiss, i primi tre classificati e premiati. Luigi Belli, vincitore, firmò il contratto il 26 luglio 1885.
Recuperati dai depositi dell’Accademia Raffaello, i bozzetti in mostra fino al 30 luglio, estranei al concorso dunque e dalla provenienza misteriosa, danno il senso di un’epoca e di un interesse particolare per il pittore di Urbino.
Al centro della prima sala, una figura di Raffaello e un bel basamento che reca sulle fronti la traduzione in bassorilievo di alcuni suoi dipinti. Alle pareti fotografie di altri bozzetti, firmati.
Nella seconda sala, fotografie della collocazione del monumento belliano in piazza Duca Federico, immediatamente prima e subito dopo lo scoprimento, la prima pietra recuperata nella piazza stessa. E una chicca: un fazzoletto da tasca da uomo, un gadget (quando si dice che tutto è stato inventato oggi…) per ricordare l’ inaugurazione molto attesa, solenne.
Molto partecipata. Per un entusiasmo vivissimo in Città in tutto l’Ottocento: intitolazione del Teatro, del Liceo, istituzione dell’Accademia Raffaello, acquisto della Casa, il monumento. E i bozzetti, oggi in mostra, anche essi dovuti, per certo, all’amore per l’artista urbinate.
I materiali, che arricchiscono la mostra restituendo l’atmosfera del tempo, sono stati prestati dall’ Archivio Fotografico Verzi & Brunetti di Cefalù, dalle collezioni private di Paolo Marchetti Felici Giunchi di Pesaro, di Maria Luisa Moscati e dalla famiglia Duchi-Tontini di Urbino.
 

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