CICLOTURISMO CHE PASSIONE! Pedalando, pedalando………. da Porto Recanati a Gradara.

by sabine | agosto 11th, 2010

CICLOTURISMO CHE PASSIONE!
Pedalando, pedalando……….
da Porto Recanati a Gradara.
Racconta, la mia amica Barbara:
E’ vero che i viaggi e le avventure iniziano a formarsi nelle nostre menti, ma metterle in pratica è tutta un’altra cosa!
Essendo un’ appassionata cicloturista ho pensato bene di costeggiare un bel pezzo di mar Adriatico marchigiano partendo da Porto Recanati e arrivando fino a Gradara, in tutto sono circa 115 km, sulla carta sono di meno, ma in bici si sbaglia parecchio e ogni chilometro in più costa fatica e parecchio tempo. Con un GPS sarebbe tutto più scientifico, ma io sono ancora una sentimentale che usa la cartina geografica, il naso e il mio senso di orientamento.
Parto in una splendida mattina di fine luglio e mi aspetta il tratto più bello che prevede Numana, Sirolo e la salita sul fianco del Monte Conero che come sempre mi regala profumi di macchia mediterranea, frinire di cicale e il fresco dei pini marittimi. Dopo questa salitona vengo gratificata dalla bella discesa verso Portonovo dove vedo arrivare i primi bagnanti e sono contenta di non essere (per oggi) schiava della tintarella, perchè il programma di oggi prevede sudare, bere 5l d’acqua, essere riempita da mille emozioni che regala la strada e arrivare (inshallah) sana e salva a destinazione.
Arrivare a destinazione, sembra normale, ma viaggiando in bici non è sempre scontato che lo sia. Il guaio meccanico è sempre dietro l’angolo, la crisi di fame e la conseguente impossibilità di proseguire, se non si ha da mangiare sottomano e soprtattutto il traffico onnipresente e poco rispettoso verso i cilcisti, mettono un punto interrogativo sul buon esito dell’impresa.
Piccolo particolare: i viaggi in solitaria hanno quel pizzico di brivido in più percui non ci si può mai confrontare e confortare con nessuno.
Arrivo a Falconara: aiuto, che strada orrenda con i tir che passano a pochi centimetri e mi fanno sbandare, pesto sui pedali e spero che passi presto e così succede, da Marotta a Fano costeggio il mare tra villeggianti, turisti, stabilimenti e campeggi. A Pesaro mi fermo a mangiare un gelato, i due tramezzini che ho ingurgitato a Senigallia sono già spariti, incomincio a essere stanca, ma so che non manca molto, vedo le indcazioni per Urbino, che bei ricordi di gioventù e di università e comè strano passarci ora in bicicletta, un veicolo che non avrei mai considerato mi potesse portare così lontanto. Con questi ricordi riprendo il cammino e per fortuna che la mente impegnata fa dimenticare la fatica e il dolore dei muscoli, del collo, del sottosella…
Sulla salita della Siligata vedo un cilcista stremato fermo sul ciglio della strada che strabuzzando gli occhi guarda me, i miei sandali e il mio bagaglio…e mi sorride…Tra me e me penso “chi va piano..” Incredibile ma vero, finalmente vedo il cartello “Gradara”, c’e l’ho fatta anche stavolta, sono arrivata: sudata ma sana e salva.
Sono pervasa da un indescrivibile senso di gioia, che ben presto mi fa dimenticare la fatica, la stanchezza e lascia subito spazio all’idea della prossima “impresa”.


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